

Dite la verità, non vedevate l'ora che mi mostrassi nuovamente in tutta la mia bellezza e rossitudine, eh?
MEAWWW!
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17 OTTOBRE 2009
Il drammatico appello di un autotrasportatore
Gli rubano il cane alla stazione di servizio: "E' malata e per noi è come una figlia: ridatecela, vi prego"


In diretta questa mattina su Radio 19 è nata l’iniziativa “Adotta un cavallo”. Ospite della trasmissione “Due ore del Secolo” è stato Enrico Bertozzi, giornalista che lavora per le riviste di equitazione, grande appassionato di cavalli e del parco dell’Aveto. Bertozzi ha assicurato che almeno alcuni degli animali potrebbero vivere in un maneggio perché hanno un passato di cavalli da sella e sono stati poi abbandonati. È nata così l’iniziativa “Adotta un cavallo”. Bertozzi ha invitato chi fosse interessato a questa eventualità a mettersi in contatto al 333-2865801.
LA VICENDA SVELATA DA IL SECOLO XIX
«Non siamo mica in Arizona», protesta il sindaco di Ne, Cesare Pesce; «non siamo mica nel Texas», gli fa eco il sindaco di Borzonasca, Giuseppe Maschio. Invece, le valli Sturla e val Graveglia (nel levante di Genova) sembrano diventate davvero il Far West, da quando hanno ammazzato un puledro, una fucilata al cuore che tradisce rancori covati a lungo.
La storia, riportata questa mattina in prima pagina sul Secolo XIX, va avanti da anni: fra i piani del monte Biscia e il lago di Giacopiane, conifere e castagni, galoppano mandrie di cavalli bardigiani. E nessuno li sorveglia: «Devastano gli orti, fanno paura ai bambini, sporcano le strade, non ne possiamo più», sospira il sindaco Pesce.
Questa mattina, secondo quanto appreso dal Decimonono, al mistero si è aggiunto un altro tassello, perché un altro cavallo è stato trovato morto, anche lui ucciso a fucilate, a poca distanza da dove era stato trovato l’altro.
La notizia è stata diffusa dall’associazione Un Cavallo per Amico che, insieme con Enpa e Wwf, rivolge un appello «a tutti i cacciatori seri, che portano avanti la loro passione nel rispetto delle regole e della natura, e agli abitanti della zona di Borzonasca e del parco dell’Aveto, affinché collaborino con le autorità per individuare il responsabile» di questi fatti.
Da parte sua, l’associazione offre una ricompensa di 1500 euro «a chi vorrà essere determinante in tal senso»; per contattare l’associazione si può scrivere a uncavalloperamico@inwind.it .
E in diretta questa mattina su Radio 19 è nata l’iniziativa “Adotta un cavallo”. Ospite della trasmissione “Due ore del Secolo” è stato Enrico Bertozzi, giornalista che lavora per le riviste di equitazione, grande appassionato di cavalli e del parco dell’Aveto. Bertozzi ha assicurato che almeno alcuni degli animali potrebbero vivere in un maneggio perché hanno un passato di cavalli da sella e sono stati poi abbandonati. È nata così l’iniziativa “Adotta un cavallo”. Bertozzi ha invitato chi fosse interessato a questa eventualità a mettersi in contatto al 333-2865801.







La signora qui sopra è una gatta piemontese che quando era ancora signorina, un umano aveva cercato di far diventare genovese. Niente da fare, la signorina Tavolozza, non ne voleva sapere. E allora ha preso le valigie ed è tornata in piemonte. La primavera era mite e complici le uscite notturne si è fidanzata, poi due mesi fa.... insomma la signorina adesso si chiama Pulce e venerdì scorso è diventata mamma di queste tre meraviglie.
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Gente, non c'è nessuno che possa dare una sistemata al template di questo blog?
Praticamente il primo post finisce sotto la foto e non si riesce a leggerlo.
Nonna Carina
la visualizzazione errata avviene se si apre con mozilla.
non chiedetemi il perchè.
io se entro con explorer visualizzo bene.
non saprei come mettere rimedio.
l'unica cosa che mi viene in mente (e che ho detto a qualcuno e forse a qualcuno no) è lasciare spazio all'inizio del post.
Quando il post diventa il secondo, vado a correggerlo.
"ciù de cosci no so cose fà!"
ziacassie
IL TIRRENO
18 AGOSTO 2009
Gallina e scoiattolo uniti per sempre
CARRARA. È una storia che proviene dal mondo animale e che, come l’ha raccontata la signora che ne è stata testimone, ha dell’incredibile. I protagonisti sono una gallina e uno scoiattolo che sono morti di cause naturali a distanza di un’ora l’una dall’altro: sembrava avessero sviluppato un rapporto di vicinanza talmente stretto che i loro decessi potrebbero essere stati uno la causa dell’altro. Succede in località Anderlino, dove Anna Borghetti vive circondata da 25 gatti, 7 cani, 21 capre e dove c’è sempre posto per un nuovo arrivo. Sono passati venti anni da quando Anna acquistò, insieme a suo marito Renato, una gallina di razza livornese alla fiera di San Ceccardo. Fu subito chiaro ad entrambi che quella non era una “pollastra” qualsiasi. Aveva il suo carattere, Renata: un po’ anarchica - condivideva ben poco con il resto del pollaio - e più propensa a comportarsi da “pet” (così gli anglosassoni appellano le bestiole domestiche come gatti e cani) che da animale da cortile. Ma Renata, nella sua vita passata a razzolare nei campi di Anderlino, si è distinta per un’altra eccezionalità: è vissuta sino all’età di 19 anni e 7 mesi, record assoluto per il pollame. Negli ultimi sei mesi viveva quasi in simbiosi con uno scoiattolo: «Li vedevo sempre insieme - racconta Anna Borghetti - Renata gli aveva quasi insegnato ad essere domestico, erano inseparabili, come una coppia di pappagallini». L’altra mattina la gallina dalle piume bianche è morta, erano le nove e trenta. A distanza di un’ora, alle dieci e trenta, la signora Anna ha scoperto senza vita lo scoiattolo, nello stesso posto in cui aveva trovato morta Renata. Succedono cose straordinarie nei campi di Anderlino. Veterinari e studiosi del mondo animale dovrebbero prendersi la briga di studiare il micro-cosmo in cui vivono gli animali di Anna. Renata ha vissuto sino a quasi venti anni e la cagnetta Trudy ne ha ventiquattro ed è viva è vegeta. Alloggia da diciotto a casa di Anna, da quando una pediatra carrarese decise di affidarla (allora il cane aveva sei anni) alle cure della donna. Non solo. È risaputo che gli animali selvatici fuggano dall’uomo: soprattutto le femmine quando hanno la prole. Ad Anderlino succede il contrario. Nei terreni di Anna c’è una casetta degli attrezzi costruita anni fa da suo genero: una volpe l’ha scelta come tana per mettere al mondo sei cuccioli. «È venuta, ha partorito, ha allattato i volpini - racconta la signora - e poi se li è portati via... su per Monteverde». Ma qual è la ricetta di Anna per custodire gli animali, domestici o selvatici che siano? «Nessuna ricetta - dice - io li amo e basta. Del resto per tribunali non ci portano, impossibile non amarli». G.M.
Gesto eclatante di un animalista sloveno
CORRIERE DELLA SERA
18 AGOSTO 2009
L'episodio è accaduto a Zara. Tutto merito di una ragazzina..
Compera aragoste vive poi le libera
Il gesto di un animalista sloveno: al ristorante ordina trenta crostacei per 1.300 euro. Per lasciarli vivere
MILANO - Ha chiesto al ristoratore aragoste per 1.300 euro. Ma la sua intenzione non era mangiarle, bensì permettere loro di tornare in mare aperto. I crostacei erano infatti ancora vivi e l'uomo, un cittadino sloveno, convinto animalista, ha pensato bene di comprare con i propri soldi la loro libertà. Un gesto altamente altruistico che è valso all'uomo la citazione in diversi giornali sloveni e croati. La notizia ha poi fatto presto il giro del mondo.
NON E' LA PRIMA VOLTA - L'episodio è avvenuto a Zara in Croazia, dove l'animalista era in vacanza. Teatro della vicenda il ristorante «Niko», di proprietà di Erik Pavin, che parlando con i cronisti ha raccontato i dettagli della vicenda, sottolineando come in tanti anni di attività mai gli era capitata una richiesta simile. Secondo il quotidiano Slobodna Dalmacija sono state trenta le aragoste acquistate dall'uomo. Il quale, secondo il racconto del proprietario, stava comunque mangiando del pesce. «Non era disturbato dalle aragoste nell'acquario - ha spiegato Pavin, come riporta il Croatian Times - tuttavia ha deciso di volerle liberare perché erano ancora vive. Mi ha anche detto di aver fatto la stessa cosa durante una precedente vacanza in Grecia». L'uomo avrebbe voluto acquistare tutte le aragoste presenti nell'acquario, ma il proprietario gli ha spiegato che alcune erano già state prenotate per la cena da alcuni altri clienti.
LA BAMBINA E L'ARAGOSTA - A far scattare la molla dell'acquisto dei crostacei sarebbe stata in realtà una bambina, la figlia dell'uomo, che ad un certo punto si sarebbe alzata dal tavolo - dove stavano mangiando otto turisti sloveni - offrendo al ristoratore il suoi risparmi per acquistare un'aragosta da liberare in mare. Il ristoratore aveva detto di non potere esaudire il desiderio perché i crostacei stavano dormendo. A quel punto sarebbe intervenuto il padre rilanciando l'offerta della ragazzina e comprando tutte le aragoste non prenotate.